Il tasso di conversione medio dell’e-commerce italiano è dell’1,6%.

Il tasso di conversione medio dell’e-commerce italiano è dell’1,6%.
Da SMC Consulting in News pubblicato il 12 luglio 2018 0 commenti

Il tasso medio di conversione, ovvero la percentuale di visitatori del sito che completa l’ordine di acquisto, è pari all’ 1,6% in Italia. Cause principali dell’abbandono dei siti, da parte dei nostri connazionali,  sono soprattutto la scarsa usabilità o della mancanza dei prodotti desiderati.

Questo è quanto si evince da uno studio e un’infografica creata dagli Osservatori Digital Innovation che studiato le diverse fasi del viaggio del cliente e le relative percentuali di visitatori che lasciano il sito web in quel momento.

Tasso di abbandono dei carrelli: 11.7%

La ricerca evidenzia che  il 43,9% o dei visitatori lascia la pagina di un sito di eCommerce solo pochi secondi dopo averla visitata, e il 42,8% degli utenti italiani   lascia il sito mentre naviga e cerca i prodotti. Nella fase successiva, durante il check-out, l’11,7% abbandona il carrello senza completare l’ordine di acquisto portando il tasso di conversione medio pari al 1,6%.

Aliquote diverse per categoria di prodotto

Tale valore può variare, anche significativamente, a seconda della categoria di prodotto ad esempio, la consegna di alimenti online o i prodotti acquistati online nell’industria editoriale presentano tassi di abbandono molto più bassi rispetto al turismo o all’elettronica di consumo. Inoltre, i siti web di vendita flash tendono ad avere tassi di abbandono più bassi, mentre il tasso di conversione degli acquisti fatti da smartphone è inferiore rispetto a quello degli acquisti fatti da desktop.

Lo studio ha anche rilevato che quest’anno i retailer italiani investiranno il 4% dei loro ricavi derivanti dal canale online in pubblicità. L’ online attrae il 77% degli investimenti  mentre i media tradizionali – come la televisione, la stampa e la radio – prendono il restante 23%.

50% investito in annunci di ricerca

La spesa online per la pubblicità rimane concentrata sulla ricerca (50% dell’investimento) e sulla pubblicità display (42%) divisa tra banner (19%), social media (20%) e video (3%), il restante 8% è destinato all’email marketing. Nonostante la bassa incidenza, la componente video è in forte crescita anche grazie alle numerose innovazioni tecnologiche a disposizione dei merchant per le campagne online. Infine, la quota degli investimenti nell’email marketing è pari all’8%.

 

 

Fonte: Osservatori Digital Innovation
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