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	<title>export Archivi - SMC Consulting</title>
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	<title>export Archivi - SMC Consulting</title>
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		<title>Noi a FARETE non possiamo mancare e probabilmente nemmeno voi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Mossuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jul 2019 08:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa del turismo industriale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 4 &#8211; 5 settembre saremo a Bologna in occasione dell’ottava edizione di FARETE l&#8217;evento organizzato da Confindustria Emilia, dove tutte le eccellenze del territorio emiliano si incontrano per conoscersi,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il<strong> 4 &#8211; 5 settembre</strong> saremo a Bologna in occasione dell’ottava edizione di <strong>FARETE</strong> l&#8217;evento organizzato da <strong>Confindustria Emilia</strong>, dove tutte le eccellenze del territorio emiliano si incontrano per conoscersi, confrontarsi ed incontrare le aziende che vogliono crescere ed innovarsi.</p>
<p>Ci troverete al <strong>Padiglione 15 Stand G56</strong> con uno spazio dedicato all&#8217;approfondimento dei nostri servizi digitali, e con l’occasione sarà possibile ricevere una prima panoramica sulle opportunità offerte dalla Digital Transformation e quindi concordare i passi successivi da fare.</p>
<p>L’evento si terrà presso Bologna Fiere, per registrarvi e scaricare il vostro pass gratuito potete seguire questo <a href="https://secure.onlinecongress.it/onlinecongress/secure/form.aspx?GUID=1537570334514158383911384" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a>.</p>
<p>Oltre a venirci a trovare e a visitare gli altri espositori, potrete anche partecipare a numerosi <a href="http://farete.confindustriaemilia.it/workshop" target="_blank" rel="noopener noreferrer">workshop</a> e visitare la <a href="http://farete.confindustriaemilia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/476" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Borsa del Turismo Industriale</a>: un momento di incontro e scambio tra buyer e seller delle varie realtà produttive e un&#8217;occasione promozionale e commerciale per gli operatori turistici che operano in questo campo..</p>
<p>Sarà infine possibile fissare un appuntamento con esperti di tassazione e legislazione estera, un’occasione imperdibile per chi vuole aumentare il proprio business grazie all’export.</p>
<p>Non dimenticate di <a href="https://secure.onlinecongress.it/onlinecongress/secure/form.aspx?GUID=1537570334514158383911384" target="_blank" rel="noopener noreferrer">registrarvi</a> e di scaricare il vostro pass gratuito, vi aspettiamo!</p>
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		<title>Quanto conta l&#8217;export online?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Mossuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 13:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce l&#8217;export italiano sul mercato digitale, in particolare verso l&#8217;Europa e USA, questo è quanto si evince dal rapporto dell&#8217;Osservatorio Export Digitale della School of Management del Politecnico di Milano. Il rapporto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce l&#8217;export italiano sul mercato digitale, in particolare verso l&#8217;Europa e USA, questo è quanto si evince dal rapporto dell&#8217;<i>Osservatorio Export Digitale</i> della <b>School of Management del Politecnico di Milano. </b>Il rapporto sottolineata l’importanza per le imprese, in particolare per le Pmi, di affrontare il mercato estero attraverso l’e-commerce, soprattutto verso i Paesi emergenti.</p>
<p>Secondo la ricerca del Politecnico l&#8217;export lo scorso anno è cresciuto del 23% a 9,2 miliardi (1,7 miliardi in più rispetto al 2016). Eppure, in valore assoluto il valore delle esportazioni di beni di consumo è ancora marginale: appena il 6,4% del totale. L&#8217;<strong>Italia, quindi, ha venduto all&#8217;estero beni di consumo per 144 miliardi di euro</strong>, senza sfruttare del tutto le potenzialità dei canali digitali. <strong>Ci sono grandi margini per crescere.</strong></p>
<p><strong>ll settore più importante per le esportazioni attraverso i canali digitali in Italia resta il Fashion</strong>, che <strong>vale</strong> <strong>6,7 miliardi di euro e incide per il 65% delle esportazioni online</strong> (il 12,7% dell’export totale di settore).<strong> Seguono il Food</strong>, con il 12% del mercato (1,2 miliardi, il 2,8% delle esportazioni del settore),<strong> e l’Arredamento</strong>, che pesa per il 9% e vale più di 900 milioni di euro (il 9,5% dell’export complessivo di mobili). Chiudono, con <strong>quote marginali, l’elettronica, la cosmetica, cartoleria, giochi, articoli sportivi.</strong></p>
<p>Più contenuta la crescita delle esportazioni online nel segmento B2B, pari all’1,5%, per un valore di 132 miliardi di euro, che corrispondono al 28,5% del totale delle esportazioni.</p>
<p><strong>Le PMI non sono ancora strutturate</strong></p>
<p>Dall&#8217;analisi si evince che <strong>la maggior parte delle PMI italiane utilizzano l&#8217;e-commerce per l&#8217;export</strong> solo come canale secondario, prediligono ancora il canale tradizionale B2B. Probabilmente il problema risiede nel fatto che aziende meno strutturate come le nostre PMI non si sentono in grado di<strong> gestire canali di distribuzione alternativi</strong>.</p>
<p>I canali online più utilizzati rimangono i <strong>Marketplace</strong> (40%), soprattutto quelli internazionali, mentre le iniziative individuali, sia B2B che B2C, sono le meno adottate (20%), ed è abbastanza diffusa la combinazione di canali propri e l&#8217;utilizzo di intermediari (40%).</p>
<p><strong>Solo il 12% delle PMI si occupa internamente dell&#8217;export</strong>, il 40% preferisce dare tutto in gestione ad un&#8217;azienda esterna, il 30% fa gestire esternamente solo la logistica e il 18% gestisce la logistica internamente ma esternalizza tutto il resto dei processi.</p>
<p>La ricerca però sottolinea come le PMI siano <strong>consapevoli delle potenzialità del digitale</strong> per far crescere le esportazioni, ma non sono ancora in grado di gestire internamente i processi.</p>
<p><strong>Si comporta meglio il B2B del B2C</strong></p>
<p>Anche se l’export digitale B2B cresce molto più lentamente delle esportazioni di beni di consumo (+1,5% nel 2018 per un valore complessivo di 132 miliardi di euro) ha comunque un’incidenza molto elevata sul totale delle esportazioni, pari al 28,5%.</p>
<p><strong>I settori più digitalizzati risultano l&#8217;Automotive</strong> con una quota del 26% dell’export digitale B2b (ma circa il 75% del totale di settore), <strong>il tessile e abbigliamento</strong>, che pesa per il 14% (36% dell’export di settore), e <strong>la meccanica</strong>, primo settore per l’export complessivo e pari a circa l’11% delle esportazioni digitali B2b (il 18% del totale di settore).</p>
<p>Seguono <strong>il largo consumo</strong>, (6%), il comparto del <strong>materiale elettrico</strong> (5%), l’<strong>elettronica</strong> (2,7%), il <strong>farmaceutico</strong> (2%), e molti altri comparti, fra cui le costruzioni e il chimico, che complessivamente coprono un terzo dell’export digitale B2b e valgono 43 miliardi.</p>
<p><strong>Il Fattore Cina</strong></p>
<p>In fine, tra i mercati più interessanti per l&#8217;export digitale c&#8217;è la Cina che rappresenta il 35% del mercato globale con acquisti online per 752 miliardi: oltre il 40% della popolazione cinese acquista online e quasi il 38% (221 milioni) compra prodotti o servizi offerti da siti stranieri o da apposite piattaforme cinesi.</p>
<p>Il mercato cinese però risulta, ancora, dominato dai grandi Player locali e difficile da affrontare a causa dei costi ancora elevati. Per operare positivamente sul mercato cinese, infatti, &#8220;<em>bisogna<strong> investire molto in attività di marketing e puntare sullo sviluppo di competenze digitali specifiche per il mercato cinese.</strong> Se i volumi di vendita sono bassi o crescono lentamente, è necessario <strong>fare leva su prodotti di punta o sulla capacità di aggregazione con altre imprese</strong> per raggiungere la massa critica necessaria ad affermare la propria presenza sul mercato cinese</em>”, spiega Riccardo Mangiaracina, Direttore dell’Osservatorio Export Digitale. Bisogna puntare su forti investimenti di marketing e sulla formazione specifica del settore per poter sfruttare a pieno il potenziale che offre.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FASHION, FOOD E DESIGN GUIDANO L’EXPORT ITALIANO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 08:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli store digitali della moda, del food e del design primi nello sviluppo del settore e-commerce italiano. Secondo un’indagine di CupoNation, start-up di Rocket Internet, nel settore dei servizi dedicati...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.smcconsulting.it/fashion-food-e-design-guidano-lexport-italiano/">FASHION, FOOD E DESIGN GUIDANO L’EXPORT ITALIANO</a> proviene da <a href="https://www.smcconsulting.it">SMC Consulting</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli store digitali della moda, del food e del design primi nello sviluppo del settore e-commerce italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un’indagine di CupoNation, start-up di Rocket Internet, nel settore dei servizi dedicati agli e-commerce e agli utenti come il couponing, bisogna ripartire dai settori d’eccellenza: Fashion, Food e Design.</p>
<p style="text-align: justify;">Degli oltre 475 miliardi di euro derivati dall’export del Made in Italy, secondo le stime del Politecnico di Milano soltanto 6 miliardi, il 4% derivano dalle vendite tramite e-commerce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Moda, design e food: le tre punte di diamante per spingere l’export italiano tramite e-commerce. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il fashion rappresenta il 70% dell’export online diretto, ovvero delle vendite generate da retailer italiani, siti dei produttori italiani e marketplace con dominio “.it” come eBay. Nel 2015 soltanto in Europa sono stati ‘staccati’ oltre 1350 coupon online nel settore fashion e 1200 nel settore food.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Questo trend che osserviamo ormai da tempo dovrebbe incoraggiare gli imprenditori italiani ad investire sempre di più sui market place digitali per potenziare le vendite che realizzano tramite canali più tradizionali”, spiega John Michael de Mesa, Marketing Manager per l’Italia di CupoNation. “A fare gola all’estero è anzitutto il brand e la fama indiscutibile che il Made in Italy ha conquistato in alcune categorie di prodotto</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Investire sull&#8217;E-Commerce è la chiave vincente per spingere il prodotto italiano all&#8217;estero. Questo vale sia per le grandi realtà che per le PMI , che poi sono il tessuto del nostro paese.</p>
<h6><em>Fonte:CupoNation</em></h6>
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		<title>L&#8217;export che passa per il digitale vale 6 miliardi di Euro</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/lexport-che-passa-per-il-digitale-vale-6-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 08:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[B2C]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;export italiano che passa attraverso il canale digitale vale 6 miliardi di Euro, circa il 4% delle esportazioni totali, insomma una quota ancora marginale. Questi sono i dati che emergono...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.smcconsulting.it/lexport-che-passa-per-il-digitale-vale-6-miliardi-di-euro/">L&#8217;export che passa per il digitale vale 6 miliardi di Euro</a> proviene da <a href="https://www.smcconsulting.it">SMC Consulting</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;export italiano che passa attraverso il canale digitale vale 6 miliardi di Euro, circa il 4% delle esportazioni totali, insomma una quota ancora marginale. Questi sono i dati che emergono dalla ricerca condottai dell’Osservatorio Export del Politecnico di Milano e che ha analizzato il ruolo dell’eCommerce a supporto dell’Export italiano. La ricerca si è concentrata sull&#8217;export di beni di consumo verso clienti finali B2c o B2b2c (tramite intermediari).</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca rileva che la maggior parte del fatturato dell’Export online è da attribuire ai grandi retailer online, seguiti dai marketplace (come eBay) e dai siti di vendite private. Il settore più esportato attraverso canali digitali è il Fashion, che pesa per oltre il 65% delle vendite online oltreconfine, mentre gli altri comparti tipici del Made in Italy, ossia Food e Design, hanno un’incidenza più contenuta con circa il 15% ciascuno. E i principali mercati di sbocco restano quelli occidentali (Europa e USA) con l’aggiunta di Giappone e Russia, mentre sono poco presidiati Cina e Sud America.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; export online diretto pesa complessivamente 1.5 miliardi di Euro, attraverso siti eCommerce dei grandi retail internazionali come Zalando, o ancora tramite grandi marketplace come Amazon o ancora tramite siti di vendite private.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in questo caso, la quota più rilevante (65%) è riconducibile al Fashion, mentre Food e Arredamento/Home Design pesano ciascuno per il 17%. Il canale più significativo è quello dei retailer online stranieri con oltre la metà del totale transato, seguiti dai marketplace con un terzo e dai siti delle vendite private con poco più del 10%.<br />
“<em>L’utilizzo dell”innovazione digitale per l’Export è un’opportunità per competere a livello internazionale ancora poco utilizzata dalle aziende italiane – afferma Riccardo Mangiaracina, Direttore dell’Osservatorio Export –. La limitata diffusione dell’eCommerce a supporto dell’Export di prodotti è un segno evidente delle difficoltà delle nostre imprese nell’utilizzo del canale online che, se da un lato consente di ridurre le distanze col consumatore finale, dall’altro non elimina le difficoltà logistiche, normative e commerciali, oltre a quelle legate alla comunicazione e ai pagamenti. È necessario studiare le caratteristiche dei vari Paesi e dei settori per mettere a punto modelli di Export in grado di sbloccare il potenziale dei canali digitali”.</em></p>
<h6 style="text-align: justify;">Fonte: Polimi</h6>
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