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	<title>Blossom commerce Archivi - SMC Consulting</title>
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	<title>Blossom commerce Archivi - SMC Consulting</title>
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		<title>Gli acquisti per i nostri animali domestici sono più convenienti se fatti online</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/per-i-nostri-amici-a-quattro-zampe-gli-acquisti-si-fanno-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 15:16:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli animali domestici fanno sempre più parte integrante di tante famiglie e per questo entrano a pieno diritto nelle voci di budget familiare. Prendersene cura in maniera adeguata può richiedere una spesa annuale...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span>Gli animali domestici fanno sempre più parte integrante di tante famiglie e per questo entrano a pieno diritto nelle voci di budget familiare. Prendersene cura in maniera adeguata può richiedere una spesa annuale non indifferente, proprio per questo, <strong>l’interesse online nei confronti degli articoli per animali sembra non essere mai stato così elevato.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Una recente ricerca di </span><strong><em>Idealo</em></strong><span><span> </span>evidenzia come nel corso del 2018 <strong>la spesa degli Italiani per gli animali domestici sulle piattaforme di commercio elettronico sia aumentata del 55% rispetto all&#8217;anno precedente</strong>. A primeggiare sarebbero gli acquisti destinati ai<span> </span></span><strong>cani</strong><span>, con un incremento del 136%, mentre quelli per i<span> </span></span><strong>gatti</strong><span><span> </span>sarebbero lievitati di &#8220;soli&#8221; 97 punti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Si tratta di un comparto estremamente differenziato dal punto di vista merceologico, ma<strong> i prodotti più ricercati per i cani sembrerebbero essere quelli legati all&#8217;alimentazione</strong>, con un market share del 77%. Seguirebbero trasportini con il 9%, i guinzagli e i collari (3.5%), gli accessori (3.3%) e le cucce (3%).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span>Per quanto riguarda le possibilità di risparmio medio, per gli articoli relativi ai cani la percentuale si aggira attorno al 23,8%, mentre per i gatti può raggiungere il 25,1%; la ricerca ha evidenziato come i costi legati a prodotti per cani e gatti in un periodo di tre mesi tendano a diminuire di circa un quarto rispetto al loro prezzo massimo. <strong>Tra i prodotti più convenienti online si segnala al primo posto la pappa per i cani</strong>, sulla quale si può risparmiare fino al 64,6%; <strong>seguita dalle lettiere per gatti</strong> (fino al 56,9%), dai trasportini per gatti (35,7%) e dalle cucce per cani (32,8%).</span></p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno poi analizzato il consumatore tipo che ha portato al raddoppio di questi tipi di acquisti identificandolo sui prodotti per cani ha tra i 35 e i 44 anni <span>(26,0%)</span>, seguiti dalla fascia 45-54 anni (24,5%). Dati analoghi per gli appassionati di gatti, che per il 31,5% hanno tra i 35 e i 44 anni, seguiti dalla fascia 45-54 anni (27%). Ma se – quando si parla di cani – <strong>l’interesse tra uomini e donne si avvicina al pareggio (52,8% vs 47,2%); le cose cambiano quando si parla di gatti, con una più alta percentuale di donne pronte a dimostrarsi le più fiere appassionate (60,0% vs 40,0%).</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le tre regioni più amanti dei cani sono rispettivamente Lazio, Marche e Veneto; per quanto riguarda invece la categoria gatti sul podio troviamo Liguria, Toscana e, anche in questo caso, Veneto.</p>
<h6 style="text-align: justify;"><em>Fonte: Idealo</em></h6>
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		<title>Il mercato del beauty si muove online</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/il-mercato-del-beauty-si-muove-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 09:09:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[beauty]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mercato del Beauty, oggi, vale 10,5 miliardi di euro e lo shopping si fa online. L’ecCmmerce in prodotti beauty registra un incremento annuo del 36% e, secondo le previsioni, continuerà a espandersi....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il mercato del Beauty, oggi, vale </strong><strong>10,5 miliardi di euro e lo shopping si fa online</strong>. L’ecCmmerce in prodotti beauty registra un incremento annuo del 36% e, secondo le previsioni, continuerà a espandersi. Anche perché le aziende stanno investendo con l’obiettivo di rendere l’esperienza di acquisto online più coinvolgente ed “emozionale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2017 la quota degli acquisti online di cosmetici sul totale consumi beauty è pari al 4,1%, ovvero 323 milioni di euro, in crescita del 25,2% che è un tasso superiore rispetto alla media dell’eCommerce in Italia. È quanto risulta dalla ricerca di <strong>Human Highway, </strong>presentata insieme a <strong>Cosmetica Italia</strong> alla scorsa edizione di <strong>Cosmoprof</strong>, che, in base alla dinamica di crescita dello shopping su internet, si è spinta a stimare, per l’anno in corso, acquisti online di bellezza per 400 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ha conteggiato un totale di<strong> </strong>4,7 milioni di acquirenti beauty, e quasi la metà di questi hanno comprato più di una volta nel corso del 2017. Il potenziale di crescita è ancora alto, perché<strong> il 17,2% dei non acquirenti online di prodotti cosmetici si è dichiarato pronto a compiere il primo acquisto online nei prossimi 6 mes</strong>i. Quasi il 48% dello shopping sulla rete avviene presso un merchant sul quale si era già acquistato, mentre per più della metà è una nuova esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche i retail stanno cambiando cercando di dare al cliente un&#8217;esperienza sempre più esclusiva e mirata</strong>, pensiamo a i <strong>Brow Bar Benefit</strong> delle profumerie <strong>Sephora</strong> dove è possibile avere servizi personalizzati per ciglia, sopracciglia e consulenza di make-up in 15 minuti,  alle Beauty lounge delle profumerie <strong>Limoni</strong> dove ci si può rilassare con un trattamento viso o corpo, ai nail bar  o per gli uomini  concedersi una sosta in barberia o dal parrucchiere.</p>
<p style="text-align: justify;">La parola d&#8217;ordine è diventata <strong>Shopping Experince </strong>sia sul reale che nel virtuale, grazie alle nuove tecnologie digitali, i social, le app, youtube e l’universo di blogger e influencer che hanno stravolto l’approccio con il consumatore e le modalità di acquisto. Secondo i ricercatori le caratteristiche principali per considerare ottimo il servizio d&#8217;acquisto online sono prima di tutto le spese di spedizione e consegna gratuite,  prezzo più conveniente che andare nel negozio tradizionale, chiarezza, sicurezza e affidabilità e la possibilità di ricevere campioncini omaggio e mini taglie di altri prodotti da provare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il valore degli acquisti online di cosmetica cresce più velocemente del numero di acquirenti online e ciò indica che <strong>aumenta la spesa media per acquirente</strong>, guidata dall’aumento della frequenza degli acquisti. Il valore dell’eCommerce sul totale degli acquisti è <strong>molto variabile in funzione della categoria di prodotto</strong>: si va dal 2% dell’igiene orale, al 6% dei Profumi fino al 10% dei prodotti per il trucco delle mani.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>L&#8217;online influenza anche chi preferisce comprare i cosmetici nei negozi tradizionali</b>: il 35% di questi consumatori ha visitato il sito dei prodotti che acquista, nel 31% dei casi li ha cercati su Internet, ha confrontato i prodotti con un comparatore (14%) o ha letto commenti e valutazioni sui social (10%). Secondo Fusina, le catene di negozi di cosmetica si stanno accorgendo che nei propri negozi arrivano clienti già informati e più consapevoli delle alternative, di prodotto e di canale, che l’online propone alla loro attenzione. Il 92% dei visitatori dei punti vendita porta con sé un cellulare connesso a Internet e ogni 100 acquisti tradizionali 7,3 sono associati a un ruolo dello Smartphone che il consumatore giudica determinante per la propria decisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo oggi l’83% delle insegne del retail tradizionale di cosmetica rende possibile comperare online, il 44% propone un’App che nel 22% dei casi può essere usata in negozio per supportare l’acquisto tradizionale.</p>
<h6 style="text-align: justify;"><em>Fonte: Human Highway</em></h6>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quando si parla di acquisti ripetuti si preferisce farli online</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/gli-acquirenti-preferiscono-i-mercati-online-per-gli-acquisti-ripetuti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 14:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di acquistare un prodotto per la prima volta, la tendenza più diffusa è quella di farlo nei negozi tradizionali, ma quando arriva il momenti di ripetere l&#8217;acquisto dello stesso...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando si parla di acquistare un prodotto per la prima volta, la tendenza più diffusa è quella di farlo nei negozi tradizionali, ma quando arriva il momenti di ripetere l&#8217;acquisto dello stesso prodotto ecco che si preferisce farlo online, questo è quanto rivela  uno studio condotto da <strong>Salesforce</strong> e <strong>Publicis</strong> su 6.000 consumatori. I consumatori hanno dichiarato di aver effettuato il 50% dei primi acquisti presso i rivenditori tradizionali, seguiti dai marketplace (31%) e sui negozi  monomarca(19%), <strong>ma quando si è trattato di ripetere gli acquisti, il 47% dei consumatori ha preferito acquistare online da  marketplace, seguiti dal 34% che preferisce ritornare dal rivenditore tradizionali   e dal 20% che si rivolge direttamente al negozio del marchio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa significano queste tendenze mutevoli dei consumatori per i marchi e i rivenditori?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non considerare i marketplace come dei canali di engagement.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I brand pensano di utilizzare i marketplace per catturare nuovi clienti per poi spingerli ad acquistare direttamente sul sito del brand.  Naturalmente questo sarebbe l&#8217;ideale, dal momento che il marchio sarebbe poi proprietario del rapporto con il cliente e in generale attrarre margini migliori. La ricerca, ha però dimostrato che questa strategia è mera illusione e che i<strong> marchi hanno bisogno di creare una mappa strategica dei vari canali</strong>, e di avere un piano di gioco per ognuno di essi che corrisponda al comportamento degli acquirenti. Gli acquirenti si aspettano innovazione e qualità quando acquistano direttamente da un marchio. Dai marketplace invece si aspettano un prezzo competitivo e una selezione, invece se fanno acquisti presso un negozio tradizionale sono alla ricerca di un servizio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riesaminare l&#8217;offerta per canale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se, come dice la ricerca,  gli acquirenti fanno la scoperta e il primo acquisto nel negozio tradizionale e poi volendo ripetere l&#8217;acquisto si rivolgono ai marketplace, questo prevede, da parte dei brand, l&#8217;<strong>assicurarsi che gli stessi prodotti siano sempre disponibili su questo canale</strong>. Alcuni marchi hanno tentato di combattere la cannibalizzazione del canale o di sfruttare i migliori margini attraverso i propri canali vendendo assortimenti di &#8220;prodotti unici&#8221; in canali diversi: prodotti unici sul proprio sito web rispetto ai all&#8217;offerta sui marketplace, e nuovi prodotti stagionali nei negozi al dettaglio. Questa strategia ha però dimostrato che così si costringe gli acquirenti  ad utilizzare un canale che non è conveniente per loro, creando attriti tra il brand e l&#8217;acquirente che diventa quindi facilmente influenzabile dalla concorrenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I negozi tradizionali sono ancora importanti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i marketplace hanno intensificato i  tentativi di facilitare la scoperta di nuovi prodotti sulla loro piattaforma, la ricerca ha dimostrato che <strong>molti consumatori che acquistano un prodotto per la prima volta preferiscono il negozio tradizionale (50%) per il primo acquisto, </strong>infatti questo ha dalla sua parte il servizio clienti, la parte emozionale della scoperta del prodotto, poterlo toccare con mano, soppesarlo e provarlo. I clienti sono più propensi a cercare canali che offrono valore aggiunto oltre alla semplice vendita dei prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Man mano che il panorama retail continua ad evolversi, c&#8217;è ancora un posto nel portafoglio dello shopper per ogni canale: negozi tradizionali, siti web monomarca o marketplace. Ma per vincere quella quota di portafoglio, <strong>i brand devono ascoltare ciò che i consumatori vogliono da ogni canale e studiare una strategia dedicata che soddisfi il cliente lì, non cercare di portarli spostarli.</strong></p>
<h6 style="text-align: justify;"><em>Fonte: <strong>Salesforce</strong> e <strong>Publicis</strong></em></h6>
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		<item>
		<title>Quali sono i fattori che influenzano l&#8217;acquisto online</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/quali-sono-i-fattori-che-influenzano-lacquisto-online-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 13:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acquisto online]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più della metà degli utenti italiani (il 53%) con accesso a Internet ha acquistato beni o servizi sul web nell’anno 2017, ma quali sono stati i fattori che hanno influenzato...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Più della metà degli utenti italiani (il 53%) con accesso a Internet ha acquistato beni o servizi sul web nell’anno 2017, <strong>ma quali sono stati i fattori che hanno influenzato la finalizzazione di questo acquisto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cadiamo in errore se pensiamo che l’elemento determinante, quando si effettua una transazione su supporto digitale, sia il prodotto che proponiamo, la questione va molto oltre. <strong>I motivi economici, la strategia di pagamento e del post vendita o i processi di spedizione, sono tra gli altri, alcuni dei fattori che influiscono nella decisione di acquisto online.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’esperienza di acquisto dell’utente determina, in buona misura, il  successo o insuccesso di un eCommerce </strong>e per questo possiamo identificare alcuni fattori che possono agevolare la finalizzazione dell&#8217;acquisto:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>La navigazione deve essere semplice &#8211; </strong>l’84%  degli utenti considera fondamentale la praticità e la comodità che l’acquisto online permette, questo no non significa solamente che gli utenti decidono di comprare online per non uscire di casa ma che la loro <strong>user experience de ve essere semplice, intuitiva e senza complicazioni.</strong></li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Le schede prodotto devono essere curate e la disponibilità di magazzino deve essere chiara &#8211;</strong> dobbiamo avere chiaro che, quando si mostra un prodotto online, si è in svantaggio rispetto al negozio fisico, non lo si può toccare con mano, manca la componente emozionale. Gli utenti non possono verificare cosa comprano, o provare un capo d’abbigliamento, per questo <strong>si devono fornire tutte le informazioni necessarie, </strong>dalla descrizione completa del prodotto,  ai materiali, alle misure alle foto e ad altre informazioni grafiche. Inoltre è importantissimo <strong>avere un inventario aggiornato</strong>, proporre prodotti che non sono disponibili viene percepito come un&#8217;esperienza negativa.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Ricerca avanzata &#8211;</strong> per aumentare il supporto al cliente la ricerca avanzata è uno degli aspetti più richiesti. <strong>I filtri nella pagina sono un grande vantaggio per il consumatore e rendono migliore l’esperienza di acquisto in questo modo</strong>, ogni utente ha la possibilità di trovare il prodotto che sta cercando. Inoltre <strong>l’utente risparmia tempo</strong>, un altro dei fattori che influiscono sulla decisione di acquisto online.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Costi di spedizione e resi &#8211;</strong> La logistica è un grande fattore di lamentela da parte degli utenti che vedono le tempistiche di spedizione, spesso, troppo lunghe e i costi di reso altri. Bisogna essere chiari e precisi, rendere sempre e ben visibili le informazioni sulla spedizione e gli eventuali costi del reso, le sorprese non piacciono. E ancor meno se, al momento del pagamento, l’importo da pagare è superiore rispetto a quanto precedentemente segnalato. Ciò porta ad un alto tasso di abbandono di carrelli.</li>
<li style="text-align: justify;">Metodi di pagamento &#8211; uno degli elementi che condiziona i processi di acquisti su internet è la forma di pagamento, proporre diversi metodi di pagamento aumenta le possibilità di conclusione dell&#8217;acquisto. <strong>Se l’utente può scegliere tra più opzioni (carta di credito, pagamento in negozio, bonifico, PayPal…) migliorerà la sua esperienza di acquisto</strong>.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Tracking &#8211;</strong> tenere informato il cliente mostrando il processo di tracking lo rassicura sulla serietà dell&#8217;azienda da cui ha acquistato.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Form di acquisto &#8211;</strong> i form d&#8217;acquisto devono essere semplici e brevi, chiedere solo le informazioni indispensabili senza dilungarsi in troppe specifiche. Spesso form troppo elaborati scoraggiano l&#8217;utente che abbandona l&#8217;acquisto perchè stanco di stare a compilare.</li>
<li style="text-align: justify;">Le recensioni dei clienti &#8211; fattore determinante sono le recensioni e i commenti degli utenti, questa è detta pubblicità indiretta, ed è forse la più preziosa. <strong>Il 68% degli utenti assicura di comprare online grazie ai commenti e alle raccomandazioni che trova onlin</strong>e, mentre il 27% assicura che i social influenzano parecchio l’acquisto online.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Offrire sempre un buon servizio &#8211;</strong> sia durante che dopo l&#8217;acquisto il servizio, il <strong>rispondere a dubbi e domande con tempistiche brevi</strong>, fanno la differenza, oltre a contribuire alla fidelizzazione del cliente aumenta la fiducia nel brand.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h6><em>Fonte: IAB</em></h6>
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		<title>La crescita del tempo passato online fa crescere l&#8217;eCommerce</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/6060-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 May 2018 13:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La maggiore quantità di tempo trascorsa con i media online sostiene la grossa crescita dell&#8217;e-commerce, questo è quanto sostiene GroupM nel suo rapporto &#8220;Stato del digitale&#8221; che presenta informazioni sui...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La maggiore quantità di tempo trascorsa con i media online sostiene la grossa crescita dell&#8217;e-commerce, questo è quanto sostiene GroupM nel suo rapporto &#8220;<strong>Stato del digitale</strong>&#8221; che presenta informazioni sui consumi dei consumatori di media e sulle tendenze degli investimenti in pubblicità nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2018, i consumatori trascorreranno in media 9,73 ore con i media rispetto alle 9,68 ore del 2017 (dati ponderati per investimenti nei media). La ricerca evidenzia che il tempo trascorso con i media online sarà maggiore del tempo trascorso con la TV tradizionale via etere per la prima volta a livello globale nel 2018. <strong>L&#8217;online avrà una quota del 38%, la TV del 37%, e la parte rimanente sarà distribuito tra stampa e radio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La maggiore quantità di tempo trascorsa con i media online sostiene la grossa crescita dell&#8217;e-commerce</strong>.  La ricerca è stata condotta su 35 Paesi che hanno fornito i dati sull&#8217;e-commerce relativi al 2017 i quali evidenziano transazioni per un valore totale di 2,105 miliardi di miliardi di dollari, con una crescita del 17% rispetto all&#8217;anno precedente. La ricerca prevede una crescita del 15% per il 2018 fino ad arrivare a 2,442 miliardi di miliardi di dollari, ovvero quasi il 10% del volume della vendita al dettaglio.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori hanno anche esaminato le tendenze programmatiche (automatiche) degli investimenti in annunci pubblicitari. In media nei Paesi che hanno partecipato al rapporto, il 44% degli investimenti per visualizzazioni online sono stati costituiti da transazioni programmatiche nel 2017 rispetto al 31% del 2016. Questo dato aumenterà al 47% nel 2018. Per quanto riguarda gli investimenti per video online, l&#8217;aumento programmatico è minore; il 22% nel 2017 rispetto al 17% del 2016 e si prevede che l&#8217;aumento arriverà al 24% in questo anno. (I calcoli di GroupM sono ponderati in relazione alle dimensioni dei dati economici per pubblicità dei Paesi.)</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I ricercatori hanno poi condotto un sondaggio per capire quali sono gli argomenti che<br />
interessano di più il settore ed il risultato è stato:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Blockchain, </strong>al momento comunque poco usata<b>  </b>per la necessità di &#8220;<em>aggiornare tutti i computer che partecipano in ogni momento, ed è un processo troppo lento per un mondo che vive in tempo reale</em>&#8221; secondo Adam Smith, Direttore Futures di GroupM</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intelligenza Artificiale, </strong>punto su cui gli intervistati ha mostrato grandi sviluppi, probabilmente trainati dagli algoritmi avanzati che supportano il marketing nell&#8217; analizzare quali posizionamenti creativi o dei media stiano ottenendo le prestazioni migliori, su scala e velocemente. Il futuro sarà l&#8217;utilizzo di queste tecnologie per combattere le frodi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dati, </strong>cresce la consapevolezza dei clienti sul valore dei dati posseduti o acquistati, ma ancora il suo utilizzo non è ben regolamentato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Video digitali</strong>, un terzo della preferenza(29%) e’ rappresentato dalle ore di video online mentre per i player tradizionali della TV si ritiene che detengano i tre quarti di tutte le ore di video.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;inflazione dei prezzi</strong>, questione che secondo i partecipanti al sondaggio è da imputare a due agenti: l’elevata richiesta di contenuti di alta qualità e sicuri per i marchi, e una scarsa misurazione degli indicatori OTT (over-the-top) e delle piattaforme mobili; e la scarsità di inventari misurabili che tiene alti i prezzi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gestione di tipo in-housing</strong>, fenomeno di cui si parla più di quanto poi sia messo in atto, ma che prevede che le aziende si occupino delle strategie e che affidino poi la messa in atto alle agenzie, creando un&#8217;organizzazione ibrida adottata ancora in pochi paesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il &#8220;duopolio</strong>, quindi il riconoscimento che che <strong>Google e Facebook continuano a essere i due agenti principali di crescita</strong>. Le ricerche su Google hanno un’importanza chiave per i clienti, e YouTube sta diventando sempre piu’ importante per video su scala e di qualita’. CI sono ancora preoccupazioni in merito all’inventario programmatico nella Google Display Network, ma si stanno cercando delle soluzioni. Il successo di Facebook e’ in parte dovuto all’offerta disponibile per i pubblici piu’ giovani tramite Instagram. L’aumento rapido negli investimenti da parte dei grandi inserzionisti nel 2016-2017 ha anche aiutato a raddoppiare la quota di Facebook degli investimenti digitali provenienti dalla Cina.</p>
<h6 style="text-align: justify;"><em>Fonte: Stato del digitale” di GroupM</em></h6>
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		<title>Come sta cambiando l&#8217;utente eCommerce in Italia</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/come-sta-cambiando-lutente-ecommerce-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2018 14:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Blossom commerce]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[eShopper]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla guida del mercato digitale italiano restano i consumatori abituali, ovvero quelli che comprano almeno una volta al mese, ma in numero maggiore (al 56%, in crescita del 4,6% rispetto al 2016);...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alla guida del mercato digitale italiano restano i <strong><em>consumatori abituali</em></strong>, ovvero quelli che comprano almeno una volta al mese, ma in numero maggiore (al <strong>56%</strong>, in crescita del 4,6% rispetto al 2016); seguono gli <strong><em>intensivi</em></strong>, in azione una o più volte alla settimana (al <strong>22%</strong>) allo stesso livello degli <strong><em>sporadici</em></strong>, che acquistano una volta ogni trimestre o meno (al <strong>22%</strong>). Sulla base di questi numeri, la percentuale di chi effettua in media almeno un acquisto al mese è <strong>pari al 78%</strong>. Questa segmentazione mostra che un e-consumer italiano su due acquista una volta al mese se non di più, questi sono i dati forniti da  idealo sulla<strong> frequenza di acquisto online. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli italiani sono amanti dello shopping ma ognuno alla propria maniera: i consumatori tendono a distinguersi sempre di più sia negli stili di acquisto sia nel consumo dei media. Nel nostro Paese <strong>cresce la frequenza degli acquisti online</strong> e i <strong>consumatori sono più social</strong>, ma resta <strong>un 40% di over 14 che non si connette a internet</strong>. Inoltre si consolidano gruppi di consumatori con abitudini molto diverse e distanti tra loro: <strong>21 milioni di individui non accedono alla rete</strong>, tra chi usa il web si distinguono gli <strong>InfoShopper</strong> <strong>(11,1 milioni)</strong> che ricercano informazioni nel processo di acquisto e gli<strong> eShopper (20,6 milioni)</strong> che invece fanno eCommerce con sempre maggiore frequenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa comprano gli Italiani?</strong></p>
<p class="selectionShareable" style="text-align: justify;">Da un punto di vista generale, le categorie merceologiche trainanti sono state “<strong>Casa, arredamento e Bricolage</strong>”, “Ricambi e accessori per auto e moto” e “Telefonia” che insieme, hanno registrato un acquisto ogni 2 secondi. L’attenzione alla casa e al viverla al meglio si è tradotta in<strong> acquisti record nelle sezioni dedicate a fai da te</strong> (1 acquisto ogni 16 secondi), illuminazione (1 acquisto ogni 23 secondi) e articoli per animali (1 acquisto al minuto).</p>
<p class="selectionShareable" style="text-align: justify;"><strong>Il fai da te è il quarto settore per fatturato nel mondo dei consumi non alimentari</strong>, subito dopo giocattoli ed elettronica di consumo. Un mercato per cui la diffusione di videotutorial su Youtube continua a fare da anabolizzante. Accessori per fare lavori in casa, ma anche in giardino: nella sezione piante, semi e bulbi della piattaforma online sono stati venduti 135.421 prodotti; tra questi, gli articoli più ricercati sono stati bonsai, piante grasse (cactus) e, a sorpresa, piante carnivore da appartamento.<br />
Prendendo in considerazione invece i diversi spazi, la cucina regna indiscussa con 1 acquisto a tema al minuto. Seguono bagno e camera da letto.</p>
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		<title>UX  (User Experience) questa conosciuta</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/ux-questa-conosciuta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2018 14:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Blossom commerce]]></category>
		<category><![CDATA[buyer persona]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[user experience]]></category>
		<category><![CDATA[User Experience design]]></category>
		<category><![CDATA[UX]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La UX (User Experience) è un processo incentrato sull’utente che parte dallo studio dei suoi bisogni, del suo comportamento e dalla comprensione delle sue motivazioni. L’obiettivo è creare esperienze positive...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La UX (User Experience) è un processo incentrato sull’utente che parte dallo studio dei suoi bisogni, del suo comportamento e dalla comprensione delle sue motivazioni. L’obiettivo è creare esperienze positive ed efficaci, progettando le piattaforme e i touch-points che permettono lo svolgimento delle esperienze stesse da parte dell’utente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma cos&#8217;è un&#8217;esperienza? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prima di tutto possiamo partire dalle basi, dall&#8217;etimologia della parola che viene dal latino “<em>experientia</em>”, termine derivante a sua volta da “<em>experiens</em>”, participio presente del verbo “<em>experiri</em>”, cioè provare, sperimentare. <strong>Certamente, quindi, l’esperienza è un “provare”, o, meglio, uno sperimentare, proprio nel senso più genuino di fare un esperimento<em>.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma per quale motivo sperimentiamo? Semplice sperimentiamo per conoscere ma per far questo non basta sperimentare, ci serve un&#8217;attività decisionale che sia simultanea allo sperimentale, <strong>ci serve giudicare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL CLIENTE GIUDICA, QUASI SIMULTANEAMENTE AL PROVARE, LA CORRISPONDENZA TRA CIÒ CHE HA SPERIMENTATO (O CHE GLI VIENE PROMESSO DI SPERIMENTARE) E I SUOI BISOGNI E DESIDERI!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>user experience</strong> o esperienza utente è ciò che l’utente prova quando si relaziona con un prodotto, un sistema, un servizio, un brand. Essa <strong>comprende tutto ciò che avviene prima (le aspettative) durante (l’esperienza) e dopo l’interazione (il ricordo), all’ interno del contesto di svolgimento</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La positività dell’esperienza rappresenta il motivo per cui una persona sceglie un prodotto o servizio piuttosto che un altro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel caso dell&#8217;eCommerce la giusta UX  è la chiave per ottenere un vantaggio competitivo a lungo termine </strong>poiché permette di aumentare il tempo di permanenza sul sito web, le conversioni e la fidelizzazione verso il brand, ridurre i reclami e, di conseguenza, le richieste di assistenza tecnica su prodotti o servizi. In altre parole migliora la <em>customer satisfaction</em> dei clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Progettare un eCommerce vuol dire vuol dire avere una ben chiara panoramica  di tutto ciò che è necessario per raggiungere il suo obbiettivo, promuovere e vendere prodotti e servizi. Questa <strong>conoscenza comincia molto prima della scelta </strong><strong>dei canali di vendita o della presentazione dei prodotti perché inizia dall’utente, che viene messo in primo piano e nelle condizioni ottimali per il completamento dell’acquisto.</strong> Questo è il punto di partenza per la progettazione di una buona UX, studiare e comporre la giusta &#8220;<a href="http://www.smcconsulting.it/cose-la-buyer-persona-come-definirla/"><em>buyer</em> <em>persona</em></a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi si potrà pensare a:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>un design efficace e solido, perché basato su dati ricavati dal confronto con utenti reali;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>una strategia di contenuti incentrati sui bisogni reali dell’utente, tenendo conto delle sue caratteristiche e delle modalità attraverso cui le fruisce;</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li>l’identificazione dei momenti in cui un utente si relaziona con il sito, allo scopo di progettare l’approccio iniziale, l’interazione e i risultati di tale fruizione, in modo coerente con un’esperienza complessiva positiva.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cos&#8217;è la Buyer Persona? Come definirla?</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/cose-la-buyer-persona-come-definirla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2018 09:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Blossom commerce]]></category>
		<category><![CDATA[buyer persona]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Definire la strategia di vendita per il canale digitale non basta se non si studia la giusta buyer persona per il tuo business, non basta attirare traffico in quantità, bisogna...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.smcconsulting.it/cose-la-buyer-persona-come-definirla/">Cos&#8217;è la Buyer Persona? Come definirla?</a> proviene da <a href="https://www.smcconsulting.it">SMC Consulting</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Definire la strategia di vendita per il canale digitale non basta se non si studia la giusta <strong>buyer persona</strong> per il tuo business, non basta attirare traffico in quantità, bisogna che sia di qualità per ottenere dei buoni risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul web, infatti, dobbiamo sapere esattamente con chi stiamo parlando e conoscere al massimo i nostri acquirenti.Ecco perché, oggi, si parla sempre più di <strong>buyer persona</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi tempi si è assistito a un’evoluzione importante: dal concetto di target , si è passati da l&#8217;individuazione di un gruppo di consumatori accomunati da caratteristiche specifiche, individuazione di un gruppo di consumatori circoscritto e selezionato al concetto di buyer persona.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le buyer personas sono figure immaginarie (archetipi) </strong>sviluppate per identificare le caratteristiche principali dei clienti ideali. Questo significa tener conto di:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Informazioni demografiche</strong> come età, posizione geografica e reddito ma anche<strong> </strong></li>
<li><strong>Informazioni psicografiche</strong> (ed etnografiche) come interessi, comportamenti, obiettivi, ragioni d’acquisto e paure.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avere una conoscenza approfondita </strong>delle proprie buyer personas è fondamentale per creare una strategia di marketing efficace, per creare e migliorare prodotti, per gestire le trattative di vendita e per qualsiasi altra attività che sia relazionata alla gestione della relazione con il cliente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come definirla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A seconda del business e delle tue diverse offerte si potrà avere la necessità di individuare più di una buyer persona. Ma da dove partire?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prima di lanciarsi in una caratterizzazione poetica e fantasiosa della propria clientela tipo, è necessario fare un accurato lavoro di ricerca.</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Analizzare i profili dei propri clienti abituali. Hanno qualcosa in comune?</li>
<li>Intervistare i propri clienti e ricorrendo a form sul proprio sito per raccogliere dati utili.</li>
<li>Analizzare le interazioni dei clienti con il proprio brand e i propri prodotti.</li>
<li>Collaborare con il team commerciale che potrebbe evidenziare alcuni aspetti a cui non si è pensato fino a questo momento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Gli dobbiamo dare un nome.</li>
<li>Definiamo gli aspetti demografici quali età, zona di provenienza, istruzione e formazione.</li>
<li>Identifichiamo la sua posizione lavorativa, i suoi obiettivi professionali e le sfide lavorative che affronta quotidianamente.</li>
<li>Costruiamole una storia, una vita, come preferisce impiegare il suo tempo libero, quali sono i suoi interessi, quale è la composizione del suo nucleo familiare.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ora finalmente ci siamo abbiamo la nostra<strong> buyer persona</strong></p>
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		<title>La profilazione del cliente è la chiave per far funzionare l&#8217;e-commerce</title>
		<link>https://www.smcconsulting.it/la-profilazione-del-cliente-e-la-chiave-per-far-funzionare-le-commerce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[smcc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2017 09:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Big Data Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Blossom commerce]]></category>
		<category><![CDATA[e-shopping]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[intershop]]></category>
		<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[netcomm]]></category>
		<category><![CDATA[Profilazione]]></category>
		<category><![CDATA[taylor-made]]></category>
		<category><![CDATA[uberizzazione del vestito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La profilazione del cliente è il vero patrimonio di chi vende online, profilare significa conoscere e la conoscenza porta all&#8217;anticipazione delle esigenze. In Italia sono “21 milioni i clienti che comprano...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.smcconsulting.it/la-profilazione-del-cliente-e-la-chiave-per-far-funzionare-le-commerce/">La profilazione del cliente è la chiave per far funzionare l&#8217;e-commerce</a> proviene da <a href="https://www.smcconsulting.it">SMC Consulting</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>La profilazione del cliente è il vero patrimonio di chi vende online</strong>, profilare significa conoscere e la conoscenza porta all&#8217;anticipazione delle esigenze. In Italia sono “<strong>21 milioni i clienti che comprano online</strong>”, pari a una “crescita del 26%” negli ultimi due anni; mentre “le famiglie che acquistano crescono addirittura del 28%”, una moltitudine di pensieri e di esigenze che però, conoscendole si possono anticipare e soddisfare al meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto registra <strong>Netcomm</strong>, il valore degli acquisti online a livello globale raggiungerà a fine anno i 391 miliardi di dollari per il fashion, gli 84 miliardi per il beauty e i 133 per il design, che sono tra i settori più performanti. Mercati, come la Cina, il Messico, l’Indonesia, il Giappone e altri ancora dove l’export del made in Italy dovrà sapersi rivolgere nei prossimi anni. <strong>Ma l’ e-shopping vale ancora il 7,5% del mercato globale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La sfida dell’ecommerce e del digitale, ha aggiunto il presidente di Netcomm Liscia, è “<strong>mantenere l’esperienza di acquisto</strong>” anche quando ci si trova di fronte a fenomeni come “<strong>l’uberizzazione del vestito</strong>” oppure “<strong>l’immersive retail</strong>”, sempre più diffusi tra chi ha scelto di praticare lo shopping online.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Perfezionare l’esperienza del cliente non è mai stato così importante per la vendita online.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per profilazione si intende <strong>l’insieme di attività di raccolta ed elaborazione dei dati inerenti a un utente</strong>: mediante questa attività con <strong>i Big Data Analytics</strong> si possono per esempio identificare, per conto di un’azienda, età, sesso, locazione geografica, abitudini, gusti personali del target di riferimento.<br />
Le aziende possono, quindi, utilizzare queste informazioni per configurare strategie di marketing, piani di comunicazione, migliorare i parametri di visualizzazione del sito, personalizzare l’esperienza d’acquisto e creare <strong>prodotti e</strong> <strong>servizi “taylor-made”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto non solo per riproporre all’utente prodotti e servizi inerenti ad acquisti già fatti, ma anche per suggerirgli acquisti che rientrano nei suoi potenziali interessi. Questo permette alle aziende non solo di seguire e tracciare le preferenze del proprio cliente ma ma anticipano i suoi bisogni e desideri.</p>
<h6 style="text-align: justify;"><em>Fonte: Netcomm Focus Lifestyle</em></h6>
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