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La crescita del tempo passato online fa crescere l’eCommerce

By 4 Maggio 2018 Maggio 13th, 2019 No Comments
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La maggiore quantità di tempo trascorsa con i media online sostiene la grossa crescita dell’e-commerce, questo è quanto sostiene GroupM nel suo rapporto “Stato del digitale” che presenta informazioni sui consumi dei consumatori di media e sulle tendenze degli investimenti in pubblicità nel mondo.

Nel 2018, i consumatori trascorreranno in media 9,73 ore con i media rispetto alle 9,68 ore del 2017 (dati ponderati per investimenti nei media). La ricerca evidenzia che il tempo trascorso con i media online sarà maggiore del tempo trascorso con la TV tradizionale via etere per la prima volta a livello globale nel 2018. L’online avrà una quota del 38%, la TV del 37%, e la parte rimanente sarà distribuito tra stampa e radio.

La maggiore quantità di tempo trascorsa con i media online sostiene la grossa crescita dell’e-commerce.  La ricerca è stata condotta su 35 Paesi che hanno fornito i dati sull’e-commerce relativi al 2017 i quali evidenziano transazioni per un valore totale di 2,105 miliardi di miliardi di dollari, con una crescita del 17% rispetto all’anno precedente. La ricerca prevede una crescita del 15% per il 2018 fino ad arrivare a 2,442 miliardi di miliardi di dollari, ovvero quasi il 10% del volume della vendita al dettaglio.

I ricercatori hanno anche esaminato le tendenze programmatiche (automatiche) degli investimenti in annunci pubblicitari. In media nei Paesi che hanno partecipato al rapporto, il 44% degli investimenti per visualizzazioni online sono stati costituiti da transazioni programmatiche nel 2017 rispetto al 31% del 2016. Questo dato aumenterà al 47% nel 2018. Per quanto riguarda gli investimenti per video online, l’aumento programmatico è minore; il 22% nel 2017 rispetto al 17% del 2016 e si prevede che l’aumento arriverà al 24% in questo anno. (I calcoli di GroupM sono ponderati in relazione alle dimensioni dei dati economici per pubblicità dei Paesi.)

I ricercatori hanno poi condotto un sondaggio per capire quali sono gli argomenti che
interessano di più il settore ed il risultato è stato:

Blockchain, al momento comunque poco usata  per la necessità di “aggiornare tutti i computer che partecipano in ogni momento, ed è un processo troppo lento per un mondo che vive in tempo reale” secondo Adam Smith, Direttore Futures di GroupM

Intelligenza Artificiale, punto su cui gli intervistati ha mostrato grandi sviluppi, probabilmente trainati dagli algoritmi avanzati che supportano il marketing nell’ analizzare quali posizionamenti creativi o dei media stiano ottenendo le prestazioni migliori, su scala e velocemente. Il futuro sarà l’utilizzo di queste tecnologie per combattere le frodi.

Dati, cresce la consapevolezza dei clienti sul valore dei dati posseduti o acquistati, ma ancora il suo utilizzo non è ben regolamentato.

Video digitali, un terzo della preferenza(29%) e’ rappresentato dalle ore di video online mentre per i player tradizionali della TV si ritiene che detengano i tre quarti di tutte le ore di video.

L’inflazione dei prezzi, questione che secondo i partecipanti al sondaggio è da imputare a due agenti: l’elevata richiesta di contenuti di alta qualità e sicuri per i marchi, e una scarsa misurazione degli indicatori OTT (over-the-top) e delle piattaforme mobili; e la scarsità di inventari misurabili che tiene alti i prezzi.

Gestione di tipo in-housing, fenomeno di cui si parla più di quanto poi sia messo in atto, ma che prevede che le aziende si occupino delle strategie e che affidino poi la messa in atto alle agenzie, creando un’organizzazione ibrida adottata ancora in pochi paesi.

Il “duopolio, quindi il riconoscimento che che Google e Facebook continuano a essere i due agenti principali di crescita. Le ricerche su Google hanno un’importanza chiave per i clienti, e YouTube sta diventando sempre piu’ importante per video su scala e di qualita’. CI sono ancora preoccupazioni in merito all’inventario programmatico nella Google Display Network, ma si stanno cercando delle soluzioni. Il successo di Facebook e’ in parte dovuto all’offerta disponibile per i pubblici piu’ giovani tramite Instagram. L’aumento rapido negli investimenti da parte dei grandi inserzionisti nel 2016-2017 ha anche aiutato a raddoppiare la quota di Facebook degli investimenti digitali provenienti dalla Cina.

Fonte: Stato del digitale” di GroupM