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Il Design Thinking al servizio del business

By 27 Ottobre 2022No Comments
Tempo di lettura
2 minuti
design thinking

L’approccio del Design Thinking aiuta a fronteggiare le sfide di domani.

Design thinking e azienda, o meglio, design thinking e logiche creative al servizio dell’azienda: in che modo il pensiero creativo può operare a sostegno di un business?
Com’è in grado di by-passare le difficoltà e le incertezze del mercato di oggi?

Definiamo innanzitutto questo termine: il Design Thinking è un modo di affrontare l’innovazione che si basa sulla capacità di risolvere problemi complessi attraverso una visione e una gestione di stampo creativo. È un modo di operare, il suo, che procede allo stesso passo di un mondo in continua evoluzione, sempre più sottoposto a shock ed eventi straordinari.
Grazie alle sue logiche, il Design Thinking individua la natura dei problemi e trova nuove soluzioni plausibili.

Affrontare l’innovazione grazie al Design Thinking: in che modo?

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Design Thinking for Business della School of Management del Politecnico di Milano, tre sono le logiche creative capaci di aiutare le aziende a far fronte all’innovazione:

analogical reasoning (il ragionamento analogico, ossia il modo in cui gli individui estrapolano la conoscenza da una fonte e la trasferiscono a un obiettivo);
associative thinking (il pensiero associativo, cioè la capacità di creare e trovare collegamenti tra informazioni e conoscenze non collegate);
abductive reasoning (il ragionamento abduttivo, ovvero la capacità di originare nuova conoscenza grazie a ipotesi basate sulle migliori informazioni disponibili).

Sfida da affrontare, logica creativa che adotti.

Nel caso di progetti innovativi, che poco possono rifarsi a esperienze precedenti, ciò che si deve affrontare non è mai granché definito. Un livello più alto di comprensione diventa quindi fondamentale.
Il Design Thinking si occupa proprio di questo: accompagna le aziende nel processo di innovazione, ridefinendo il reale secondo le logiche creative.

Per ogni logica c’è un certo numero di operazioni. Quelle alla base del pensiero associativo funzionano meglio nel caso di problemi poco definiti, quelle del ragionamento abduttivo sono più performanti per i problemi quasi ben delineati, mentre il ragionamento analogico meglio si associa a sfide di innovazione ben tracciate.

Se un problema è quasi ben definito, le operazioni di costruzione immaginativa con gli scenari what-if dell’abductive reasoning sono considerate molto efficaci. Se la sfida dell’innovazione è quasi definita, ma ancora in parte indipendente da obiettivi e direzioni risolutive, immaginare possibili scenari serve a gestire il problema e ad ampliarne l’analisi.
Nel caso del ragionamento analogico e della sua efficacia in sfide di innovazione ben definite, importante è l’aiuto offerto dai casi preesistenti. Ispirarsi a questi ultimi favorisce le operazioni creative basate sulla similitudine. Creare analogie con soluzioni già esistenti può aiutare ad affrontare problemi ben definiti e a individuare opportunità nel problema.

Semplificare la complessità con l’approccio giusto.

Il Design Thinking, dunque, si prefigge di aiutare le imprese a superare con successo le sfide della trasformazione digitale. Come? Semplificando ad esempio la risoluzione di eventuali problemi organizzativi interni o la realizzazione e la diffusione di un bene / servizio, ad esempio.
Il suo approccio può differenziare le aziende all’interno del mercato di oggi, costituendo un modello di sviluppo capace di tenere testa alle sfide sempre nuove dell’innovazione.

Così come cambia il problema, cambia la strategia grazie alla quale affrontarlo e superarlo.
Saper andare incontro agli eventi inaspettati dell’epoca moderna aiuta senza dubbio a formulare una riflessione propedeutica alla risoluzione delle possibili difficoltà aziendali.
Mai come oggi, per guardare oltre e cavalcare i tempi, è necessario cambiare sguardo.