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La Conversational Experience sarà la chiave per creare un rapporto tra i brand e utenti

By 28 Maggio 2019 No Comments
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Un milione di persone, è questa la quantità di gente che è stata coinvolta da Hej! nella sua ricerca per analizzare le modalità e l’importanza di una buona Conversational Experience tra brand e utenti.

L’obiettivo da raggiungere era comprendere quando le persone sono più propense ad avere una Conversational Experience, “a interagire con i brand sfruttando interfacce conversazionali rispetto a strumenti più tradizionali come landing-page o pagine web informative”.

L’analisi prevedeva il sottoporre a un milione di utenti, n’inserzione pubblicitaria, che portava, in seguito al click, ad avviare una conversazione via chat su Fb Messenger o su una landing page conversazionale.

I risultati hanno mostrato non solo una naturale predisposizione al dialogo con tassi di interazione e conversione altissimi, ma anche delle differenze sostanziali della presenza di questa predisposizione tra le diverse fasce di età.

L’età, infatti, si è dimostrata la prima discriminante, sono soprattutto i giovani ad apprezzare questo tipo di esperienza online.
La fascia compresa tra i 18 e 34 anni, infatti, ha mostrato un interesse decisamente superiore rispetto ai più “anziani”, con un tasso di interazione quasi due volte superiore rispetto alla fascia dei 55+.

Risultato che non ci stupisce visto che le chat sono uno dei mezzi più diffusi per la comunicazione tra giovani che sono quindi più avvezzi all’utilizzo di questi strumenti.

Naturalmente anche il genere ha il suo effetto, le donne sono naturalmente più predisposte ad avviare delle conversazioni, ma stranamente la differenza rilevata dall’analisi svolta da Hej! è solo del 3% superiore rispetto agli uomini. La fascia 18-24 delle donne resta comunque la più predisposta.

Questi dati sono di grande interesse per il brand in quanto dimostrano come i più giovani gradiscono entrare in contatto con i brand conversandoci.

C’è anche una preferenza geografica, infatti, sono gli utenti del Sud Italia, quelli più predisposti alla conversazione con i brand.

Ed in fine, ma non meno importante, anche l’orario in cui si inizia la conversazione è rilevante, l’analisi rileva che le ore dei pasti sono quelle con in cui si registra la maggiore predisposizione al dialogo online, soprattutto nelle fasce di età più giovani.

Risultato quasi scontato visto che i più giovani hanno sempre lo smartphone in mano, anche durante i pasti.

La Conversational Experience è ormai, uno strumento di marketing che i brand non possono ignorare, conoscere come gli utenti interagiscono attraverso al conversazione può essere determinante sia per rendere la propria strategia più efficacie e sia che per guadagnare un vantaggio competitivo importante.

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