Fatturazione elettronica, dal 1° gennaio cosa cambierà? L’Italia a che punto è?

Fatturazione elettronica, dal 1° gennaio cosa cambierà? L’Italia a che punto è?
Da SMC Consulting in News pubblicato il 30 ottobre 2018 0 commenti

Con la Legge di Bilancio 2018, dal 1° Gennaio 2019 sarà obbligatoria la fatturazione elettronica sia per le relazioni commerciali tra aziende e/o professionisti con Partita IVA, che verso i consumatori finali. 

Cos’è la fatturazione elettronica?

La fatturazione elettronica è un sistema digitale per l’emissione, la trasmissione e la conservazione delle fatture, che permette di abbandonare il supporto cartaceo e i suoi relativi costi. La fattura elettronica viene compilata in formato XML, inviata all’ SDI (Sistema d’interscambio) che la recapiterà al mittente. Per finire sia la fattura che le varie notifiche che la seguono, dovranno essere portate in Conservazione Sostitutiva.

Come si fa e si trasmette una fattura in formato elettronico?

Dal 1° Gennaio del 2019 entrerà in vigore un percorso standard per tutti i soggetti che prevede:

  • La Compilazione della fattura tramite un software di fatturazione elettronica.
  • La Firma digitale della fattura del soggetto che la emette o del suo intermediario.
  • ’invio della fattura al destinatario tramite l’SDI.
  • Dopo i controlli tecnici automatici, questo sistema provvederà a recapitare la fattura al destinatario.

Quindi, il sistema SDI farà da intermediario tra le due parti, controllando che il documento e i dati al suo interno siano corretti.

Quali capi bisognerà aggiungere alla fattura?

Rispetto alle fatture odierne sono due i campi da aggiungere, entrambi utili all’identificazione del mittente:

  • Indirizzo email PEC in caso di azienda o indirizzo email normale in caso di privato cittadino
  • Codice destinatario SDI ( in caso non si possedesse viene sostituito dal più generico 0000000)

Entrambi serviranno all’SDI per identificare il mittente della fattura.

Cosa è la Conservazione Sostitutiva?

E’ ormai risaputo che le fatture devono essere conservate per un minimo di 10 anni, con la fatturazione elettronica verrà effettuata una conservazione sostitutiva, che conferisce validità legale al documento esattamente come la copia cartacea ma con il vantaggio di eliminare i costi diretti: eliminando il rischio di distruzione, corruzione o perdita e con il vantaggio di una facile e veloce consultazione. La conservazione sostitutiva può essere fatta sono dalle Certification Authority appunto accreditata presso l’Agenzia delle entrate.

L’italia a che punto è?

L’obbligo di fatturazione elettronica è realtà e le aziende italiane sono già pronte: solo 5% di grandi imprese e 9% di pmi non sa come organizzarsi o non ne è a conoscenza. Positive anche le aspettative: il 50% delle grandi imprese e il 34% delle pmi percepiscono l’obbligo come un’opportunità per ottimizzare i processi aziendali, mentre il 13% delle grandi imprese e il 14% delle pmi lo vedono come un aiuto per combattere l’evasione fiscale, questo è quanto si evince dalla ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b della School of Management del Politecnico di Milano.

Positive anche le aspettative: il 50% delle grandi imprese e il 34% delle pmi percepiscono l’obbligo come un’opportunità per ottimizzare i processi aziendali, mentre il 13% delle grandi imprese e il 14% delle pmi lo vedono come un aiuto per combattere l’evasione fiscale.

Tale misura, pensata in primis per contrastare l’evasione Iva e stimolare l’ancora scarso ricorso alle fatture elettroniche fra privati – appena 166mila le fatture transitate dal sistema di Interscambio nel 2017 (lo 0,012% del totale delle fatture fra privati, pari a 1,47 miliardi) e circa 50 milioni scambiate tramite Edi (pari al 3,3%) – potrebbe diventare la leva per  l’adozione di ulteriori strumenti digitali nelle transazioni fra imprese, in crescita da diversi anni, ma con un peso del 15% sugli scambi tra aziende.

Fonte: Agenzia delle entrate, Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2b
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