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I Big Data sono la nuova frontiera per il business

By 28 Marzo 2019 No Comments
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Il termine Big Data descrive l’ampio volume di dati, sia strutturati che non strutturati che raggiungono quotidianamente le aziende in un flusso continuo. Ma non è solo la quantità dei dati che è importante, quello che conta è ciò che le aziende riescono a fare con queste informazioni.

I Big Data possono provenire da varie fonti, interne o esterne, tradizionali o digitali, sono sempre e comunque una continua fonte di analisi e scoperte, possono essere studiati e analizzati in modo da guidare le decisioni aziendali verso le azioni strategiche migliori.

Ogni giorno vengono generati circa 3 quintilioni di byte, un numero di dati talmente elevato da non può essere ignorato, questo è quanto evidenzia Cefriel, società partecipata da università, imprese e pubbliche amministrazioni.

L’analisi di questa grande quantità di dati, inclusi quelli spesso trascurati, può fornire informazioni preziose che è possibile utilizzare per migliorare la propria attività. Si tratta di ampliare la propria visuale e proiettare nel medio e lungo periodo i dati di performance della società, così da poter fare le valutazioni più adeguate sullo sviluppo e sulla sostenibilità del business e prendere le decisioni strategiche migliori con tempismo, anticipando i propri concorrenti diretti.

Bisognerebbe affidarsi all’analisi dei Big Data per ridurre i costi, operare in modo più efficiente e trovare nuovi modi per aumentare i profitti. Analizzare i Big Data può aiutarti infatti ad affrontare i problemi ben prima che questi si verifichino, prevedendo i comportamenti e le esigenze dei clienti.

Sempre secondo Cefriel, in questa moltitudine di informazioni troviamo dati derivanti da mobile e interazione tra persone, tra cui ad esempio le 187 milioni di email, i 38 milioni di messaggi Whatsapp, i 18 milioni di sms scambiati ogni minuto. Non solo: sempre in un minuto i video realizzati su Sanpchats toccano i 2,4 milioni, i login su Facebook arrivano a 973 mila, i tweet inviati sono 481 mila e gli scroll su Instagram fino a 174 mila.

Quel che davvero permette di estrarre dai dati qualcosa di utile al business sono le analisi interpretative che vi si possono applicare. Senza analisi, si tratta solo di dati senza valore che comportano un notevole costo di archiviazione.

Applicando metodi e strumenti di analisi ai dati, si possono trovare benefici come aumento delle vendite, miglior soddisfazione del cliente, maggiore efficienza e più in generale un aumento della competitività.

Iniziare a lavorare sui Big Data implica prima di tutto porsi una serie di domande sulla struttura IT:

Le nostre fonti sono affidabili?
Abbiamo un’adeguata capacità di archiviazione?
La nostra memoria hardware cii rende difficile ricercare, accedere, gestire i dati?
La nostra architettura è in grado di adattarsi alla tecnologia dei dati in continua evoluzione?
Stiamo utilizzano soluzioni in cloud?
I dati sono protetti?

Affinché un progetto Big Data possa avere successo, bisogna dedicarvi un’infrastruttura adeguata e spesso molto specifica, in grado di raccogliere, archiviare ed elaborare i dati per presentarli in una forma utile. Il tutto garantendo la sicurezza delle informazioni mentre sono archiviate e in transito. Questo include sistemi di storage e server progettati per i Big Dataframework software, database, tool, software di analytics e integrazioni tra i Big Data e altre applicazioni.

Ogni impresa ha bisogno di comprendere meglio i dati che raccoglie cosa sono per loro, cosa fanno per loro, cosa significano in modo da poterli usare concretamente in attività come: per migliorare la Customer Experience, aumentare i tassi di conversione, le vendite collaterali, offrire servizi e aumentare la fidelizzazione. Tutte attività importanti, in grado di mantenere costante il vantaggio competitivo.

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