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La spesa IT cresce del 3.2% spinta sopratutto dai servizi Cloud e dai dispositivi IoT

By 21 Marzo 2019 Marzo 25th, 2019 No Comments
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La spesa IT mondiale nel 2019 vale 3.760 miliardi di dollari, con un incremento del 3,2% rispetto al 2018, questo è quanto ha stimato Gartner nel suo ultimo forecast, dimostrando che nonostante la tanto decantata recessione e l’eventuale Brexit questa voce rimane comunque in crescita.

Il report evidenzia, come la spesa delle aziende si stia spostando sempre di più da segmenti ormai saturi, quali telefoni cellulari, Pc e infrastruttura data center on-premise, a servizi cloud e dispositivi IoT (Internet of Things).

A trainare la crescita saranno i segmenti enterprise software (+8,5%), i servizi IT (+4,7%) e i data center systems (+4,1%), a fronte di un +1,9% dei servizi di comunicazione, che pure rappresentano la voce più consistente del budget. Sembrano buone anche le prospettive per il 2020, infatti si prevede un ulteriore sviluppo del comparto (+2,8%), con le enterprise software technologies sempre in testa (+8,2%).

Ma perchè si investe in servizi Cloud?

  • Per abbattere i costi fissi iniziali: si risparmia sui non più necessari investimenti, iniziali e successivi, sul software e hardware. I programmi e i dati risiedono nell’infrastruttura cloud, gestita da personale molto esperto e qualificato;
  • Per avere maggiore flessibilità: si preferisce per la possibilità di un facile e tempestivo adeguamento delle condizioni contrattuali in funzione delle maggiori o minori esigenze dell’azienda;
  • Per poter porre maggiore attenzione al proprio core business: si sceglie perché così la gestione di tutta l’architettura informatica è demandata al provider, rendendo il team tecnico interno libero di concentrarsi su altre problematiche
  • Per la scalabilità: la veloce possibilità di espandere o limitare le risorse dell’infrastruttura assecondo delle esigenze del periodo rende l’azienda sempre raggiungibile.
  • Per la possibilità di accedere in mobilità: si può accedere al sistema da qualsiasi posto e in qualsiasi momento, anche attraverso smartphone, notebook, portatili o pc desktop, rendendo più facile ed efficiente la comunicazione con l’azienda per certe figure aziendali.
  • Per gli alti livelli di sicurezza: si ha la possibilità di mettere in atto un sistema di sicurezza volto a proteggere i dati e le reti con servizi sempre presidiati da backup e da personale specializzato.
  • Indipendenza dalle periferiche: trattandosi di programmi e dati online, non si è vincolati ad utilizzare particolari hardware o determinate configurazioni di reti ma è sufficiente qualsiasi dispositivo fisso o mobile capace di collegamento internet attraverso un browser qualsiasi.

Per quanto riguarda i dispositivi IoT applicati alle aziende li possiamo definire come tutti quegli oggetti, software e infrastrutture che connettono l’azienda al mondo reale, dotandola di mezzi che permettono di percepire e analizzare i segnali che arrivano dall’esterno e dall’interno.

Monitorando questi segnali è quindi possibile dare un quadro preciso della situazione contingente e di conseguenza, fare delle previsioni su probabili sviluppi o comunque modifiche della strategia. 

Tutto questo si traduce per esempio nella possibilità di monitorare l’ubicazione e gli spostamenti dei mezzi e delle merci, nella compilazione automatica degli inventari, nella mappatura veloce della disponibilità di utensili, macchinari e veicoli. La raccolta di questi dati e il confronto con i dati dei periodi precedenti, può permettere di verificare l’efficienza delle attività e quindi, se è il caso, apporre delle migliorie.

L’utilizzo sia di servizi Cloud che di dispositivi IoT all’interno dell’azienda devono però essere supportate dalle competenze adeguate, e queste al momento non sono adeguate, a dichiararlo è John-David Lovelock, research vice president di Gartner, “ quasi la metà della forza lavoro It ha urgente bisogno di sviluppare capacità o competenze per supportare le proprie iniziative di business digitale”.

La sfida che si pone davanti alle aziende, quindi, sembra quella di rinnovare le infrastrutture tecnologiche per renderle più efficienti senza però dimenticare di aggiornare le competenze interne, per non vanificare gli investimenti fatti.